Well, It's a real big mess

Andrea Pinchi

Tecnica Pelle del 1775 e 1867 su multistrato
Dimensioni 118 x 82 cm
Anno 2011
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Se la mente di ognuno di noi è libera di pensare l’insondabile e sovvertire così ogni più scomoda regola sociale certamente un artista ha il dono ed il privilegio di tradurre tutto ciò proiettando incondizionatamente la propria anima e fissando i suoi territori liberi. Un caos da ricomporre pazientemente, senza fretta, tra un ricordo ed un desiderio, una vittoria ed una sconfitta, tra felicità ed horror vacui, convinto che sia valsa la pena di calpestare ogni singolo millimetro di quei territori e di quelli a venire
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Andrea Pinchi

Andrea Pinchi (Foligno, 1967) nasce in una famiglia di costruttori e restauratori di organi a canne, dove apprende le tecniche di lavorazione del legno antico, carte ossidate, lastre di piombo e di pelli animali.

Il viaggio intrapreso nella ricerca del proprio mondo espressivo, lo conduce a quello che è stato definito come il Pincbau, ovvero la costruzione di opere attraverso il riutilizzo dei materiali provenienti da antichi organi musicali o da quelli realizzati dalla propria famiglia. Intuisce ed intravede nei materiali di scarto nasciture opere di alto valore simbolico e artistico.

Nel maggio del 2011, dopo anni lontano dai riflettori, debutta pubblicamente a Foligno, su invito del Comune, con la mostra Organbuilding Rebirth Project nel Museo Civico di Palazzo Trinci, a cura di Maurizio Coccia. Nel giugno dello stesso anno partecipa, su invito di Vittorio Sgarbi, alla 54a Biennale di Venezia nel padiglione per la Regione Umbria/Palazzo Collicola di Spoleto. Poco più tardi sarà a Basilea presso la Blackwall Gallery intraprendendo un promettente percorso che lo ha portato, nel 2015, al Complesso del Vittoriano di Roma con una mostra curata da Claudio Strinati.

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Andrea Pinchi (Foligno, 1967) nasce in una famiglia di costruttori e restauratori di organi a canne, dove apprende le tecniche di lavorazione del legno antico, carte ossidate, lastre di piombo e di pelli animali. Il viaggio intrapreso nella ricerca del proprio mondo espressivo, lo conduce a quello che è stato definito come il Pincbau, ovvero la costruzione di opere attraverso il riutilizzo dei materiali provenienti da antichi organi musicali o da quelli realizzati dalla propria famiglia. Intuisce ed intravede nei materiali di scarto nasciture opere di alto valore simbolico e artistico.
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